APRILE E LO SPIRITO DELLA FORESTA (1 APRILE 2025) – (Lettura della pagina: il più recente, in alto)

IN QUESTO POSSO DENUNCIARE, IN ME, UNA QUAL FORMA DI SNOBISMO.

CHE MAL TOLLERO … LE PERSONE VACUE.

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“Non tutti diventeranno frutto,
splendono limpidi
come schiuma rosa
per l’azzurra fuga delle nubi.

Come fiori sbocciano i pensieri,
cento al giorno – lasciali fiorire!
Lascia alle cose il loro corso!
Non domandare del raccolto!

Occorrono anche giuoco e innocenza
e fiori in abbondanza,
altrimenti il mondo ci sarebbe angusto
e la vita priva di piacere.”

Hermann Hesse – Il canto degli alberi”

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“[ io ti sento tremare stretta a me come una luna nell’acqua ]

Allora le mie mani cercano di affondare nei tuoi capelli,

carezzare lentamente la profondità dei tuoi capelli mentre ci baciamo

come se avessimo la bocca piena di fiori o di pesci,

di movimenti vivi, di fragranza oscura.

E se ci mordiamo il dolore è dolce,

se soffochiamo in un breve e terribile assorbire simultaneo del respiro,

questa istantanea morte è bella.

E c’è una sola saliva e un solo sapore di frutta matura,

e io ti sento tremare stretta a me come una luna nell’acqua”

(Julio Cortázar)

Kenne Gregoire

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There must be an angel (playing with my heart) · Eurythmics

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ONCE WE WERE FLOWERS

Joseph Cornell – Orpheus and Eurydice

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Ennio Morricone – Hamlet 

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Anne Magill

Clément Serveau

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Angus Wilson

Marian Dioguardi

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“Chi si è seduto sulla mia sedia
Chi si è divorato il mio pranzo
Chi si è sdraiato sul mio letto
Chi non me lo ha lasciato intatto
Chi mi ha disperso al vento
Chi ha pesato i miei ricordi
Chi mi ha condotto al tuo giorno
Chi ha fatto spazio a se stesso
Il tempo è stato, il tempo.”

(Elisabeth Borchers)

David Foggie

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“La collina è notturna, nel cielo chiaro.
Vi s’inquadra il tuo capo, che muove appena
e accompagna quel cielo. Sei come una nube
intravista fra i rami. Ti ride negli occhi
la stranezza di un cielo che non è il tuo.

La collina di terra e di foglie chiude
con la massa nera il tuo vivo guardare,
la tua bocca ha la piega di un dolce incavo
tra le coste lontane. Sembri giocare
alla grande collina e al chiarore del cielo:
per piacermi ripeti lo sfondo antico
e lo rendi piú puro.

Ma vivi altrove.
Il tuo tenero sangue si è fatto altrove.
Le parole che dici non hanno riscontro
con la scabra tristezza di questo cielo.
Tu non sei che una nube dolcissima, bianca
impigliata una notte fra i rami antichi.”

(Cesare Pavese)

Giovanni Boldini

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“L’amava.
Ma non glielo avrebbe detto.
Riteneva l’enunciazione dell’amore una specie di epitaffio. Un presuntuoso epigramma funerario che illude di poter riassumere, in una bella frase, la vita di un uomo ricco di virtù e meriti.

Non avrebbe mai barattato il fuoco che gli ardeva nei recessi del cuore con parole destinate a ridurre l’incomunicabile a una convenzione.

“Ti amo” non dice nulla, non trasmette nulla, non fa provare nulla del sole di primavera sulle fragili gemme del pesco.
Piuttosto l’avrebbe persa, se il prezzo per guadagnarla fosse stata la banalità. Lui viveva di parole, non sarebbe mai morto a causa di esse.

Ma l’amava… questo era sicuro.
Ne era sicuro.

L’avrebbe amata guardandola, ascoltandola, facendole sentire che c’era. L’avrebbe amata rispettandola, aspettandola, curandola, rassicurandola.
Se non avesse capito non c’era niente da dire, non ci sarebbe stato alcun “ti amo” adeguato a svellere dal suo cuore la croce piantata su.

Certi cuori sono cimiteri, non basta piangere sul defunto e dirgli quanto di più bello si abbia in serbo per lui per fargli pulsare le vene.
Salvo miracoli, i morti son morti.
Non c’è amore che tenga.”

(Roberto Bonaventura)

Michele Petrelli

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“Cos’è mai questa felicità?
– tu mi ripeti. Forse è
una Venere compiacente
un bacio ben assestato
una colata di tepore
cosí come fa il libeccio
quando pettina le coste.

Però è risaputo:
la felicità c’investe
su scale scivolose
in feste occasionali
dove non si danza
che ritmi frettolosi.

E poi ci abbandoniamo
confusi e perdenti
– a recita pagata –
come nella locandina
di un consumato film.”

(Gianni Pollini)

Jack Vettriano

Prima del temporale · Enrico Ruggeri

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Salvador Dalí – Television-Communications (1957)

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Eleni Karaindrou – Adagio (from “Landscape in the mist”)

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Marc Chagall

Carmelo Blandino

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Devin Leonardi

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E ANCHE SOLDINI, A STO GIRO, … NIENTE DI FATTO.

SCENEGGIATURA TROPPO, TROPPO DEBOLE.

E ASSAI PROLISSA L’ ORDITURA.

PER NULLA, POI, DAVVERO AGGIUNGERE, DAVVERO … DIRE.

DI LUI, HO AMATO, SU TUTTI, “BRUCIO NEL VENTO”.

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LUNA … ANTE LITTERAM …

LA FANTASIA … HA POTERE ALCHEMICO.

IO LA PENSO COSI’ 😉

By Saul Leiter

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LA MIA MAMMA STENDEVA I PANNI CON GRAZIA INUSITATA.

L’ ORDINE CHE IMPARTIVA LORO ERA ARMONIA PURA.

E PROFUMO DI BUONO.

DI TUTTO CIO’ CHE E’ … PIU’ BUONO … 🙂

By Cas Oorthuys

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ESSERE FIORE.

LA TUA COROLLA … DA PARASOLE … 🙂

By Caspar Jade

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BACIATI DAL SOLE.

E’ UN BEL MODO DI DIRE … 🙂

QUESTA RELAZIONE DI AMOROSI SENSI FRA CIASCUNO DI NOI E UN’ENERGIA … TANTO PIU’ GRANDE DI QUANTO LA NOSTRA MENTE UMANA POSSA CONCEPIRE …

SOPRATTUTTO, ORA.

… SEI LA BENVENUTA PRIMAVERA.

ED E’ BENVENUTO IL CALORE CHE PORTI TECO.

… DENTRO OGNI MIA CELLULA.

IO APPARTENGO ALLA TUA VIBRAZIONE … MA QUANDO ROSSEGGI, UN POCO DI PIU’ 🙂

IO, CHA AMO I TRAMONTI.

By Sabine Weiss

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RICORDO BENE … DI QUANDO SAPEVO VOLARE

Virna Lisi
Photo by Tazio Secchiaroli

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GLI UOMINI, IN QUESTO, SONO SEMPLICI.

SE, QUANDO GLI PASSI DAVANTI, SI METTONO A RIDACCHIARE FRA DI LORO, SIGNIFICA CHE GLI PIACI 😁

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Daniel Kruglov • La douceur

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Edward Hopper

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Odilon Redon

Andrea Vanzo – Spring (Birds edit)

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Sweetest rain · Abilene

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PRIMAVERA … COME SEI BELLA …

Cuno Amiet

Odilon Redon

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Henri Matisse

Jane Aukshunas

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Paul Henry

Philippe Janin

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Paul Gauguin

Claude Monet

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IN DA CITY

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LA ROMANTICA (BUDAPEST)

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LA RACCOGLITRICE DI SEGNI

CERCANDOTI.

TROVANDOTI.

MAMMA, MIO CUORE PIU’ GRANDE.

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